Satoshi Hirose – Strange Loop
Inaugurazione sabato 29 maggio, dalle ore 16
Viale Eleonora Duse 30, Firenze

La Portineria prosegue la programmazione 2021 con il ciclo A Solo. La seconda mostra è Strange Loop di Satoshi Hirose, inaugurazione sabato 29 maggio.

Satoshi Hirose (Tokyo, 1963), artista giapponese da anni residente anche in Italia, a Milano, nel tempo ha sviluppato una ricerca artistica originale basata su differenti modalità espressive, dall’installazione alla scultura, dalla fotografia alla pittura, fino all’azione partecipata. La nota specifica e costante è il ricorso agli elementi della quotidianità e la loro ricombinazione in forma inconsueta, così da stimolare possibilità ulteriori di confronto tra noi e questi; dunque un processo che amplia la portata significativa delle “cose comuni”, fino a renderle indice di impreviste e più ampie interrelazioni: per esempio tra la componente materiale e spirituale dell’uomo, tra la stabilità ideale e l’impermanenza effettiva dei fenomeni, tra le demarcazioni del naturale e dell’artificiale, tra gli accadimenti nelle scale del micro e del macrocosmo.
L’artista ha da poco concluso The Earth is Blue Like a Lemon, al Museo Arts Maebashi (Maebashi, prefettura di Gunma, Giappone), retrospettiva personale in cui ha esposto quasi novanta opere realizzate in circa venticinque anni di ricerca artistica

In occasione della mostra personale alla Portineria, parte del ciclo A Solo, l’artista presenta un progetto inedito dal titolo Strange Loop: un insieme variato per tipologia di opere e materiali che va dalla scultura all’installazione, dal disegno alla pittura, dalla foglia d’oro alle piante. Al centro di entrambi gli spazi – infatti in questo caso l’esposizione si “espande” anche nella zona di solito usata come studio per artisti in residenza (Studio) – vi è l’osservatore, la sua percezione delle continue connessioni che le opere e i due ambienti instaurano tra loro, all’interno di uno strano loop continuo. Oltre l’apparenza, o la superficie di quanto si vede, ognuno di noi può avere un’esperienza più complessa e ricca, in grado di coinvolgere ogni senso; una piccola porzione di mondo qui ci suggerisce come tutto il reale possa diventare fonte immaginifica e sorgente di nuovi valori.
Con le parole di Hirose: «Penso che il mondo sia molto incerto. L’identità dell’arte è intrinsecamente instabile: essa è costituita da un mix puro di elementi pluralistici. So che nella cultura occidentale le parole “incertezza” o “ambiguità” sono negative. Firenze è la città storica e culturale del Rinascimento, proprio qui ho voluto riflettere sugli aspetti che stiamo citando. Mi interessa scoprire, in modo assoluto, le possibilità di sopravvivere alle incertezze della realtà fenomenica. Vorrei che in questa mostra si percepisse uno spazio astratto in cui muoversi, da attraversare, che ammette più culture e la libertà dello spirito.»